Basta spot per l’azzardo camuffati da campagne informative. La Campagna Mettiamoci in gioco denuncia la strumentalità dei prodotti video recentemente diffusi da alcuni concessionari dell’azzardo. E chiede al governo di non modificare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo stabilito nel decreto Dignità

Mettiamoci in gioco, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, esprime forte preoccupazione per la recente diffusione di video spot pubblicitari in favore del gioco d’azzardo che si presentano formalmente come campagne informative sul “gioco responsabile”, come previsto nel decreto Legislativo 25 marzo 2024 numero 41. Il suddetto decreto, infatti, stabilisce che “il concessionario investe annualmente una somma pari allo 0,2 per cento dei suoi ricavi netti, comunque non superiore a euro 1.000.000 per anno, in campagne informative ovvero in iniziative di comunicazione responsabile”. Di fatto, come denunciato dalla campagna a suo tempo, queste iniziative finiscono per essere chiari messaggi promozionali in favore del gioco d’azzardo e, in particolare, dei concessionari che le commissionano, i cui loghi sono ben presenti negli spot.

Mettiamoci in gioco sottolinea, ancora una volta, che l’enfasi sul “gioco responsabile”, così come sul “gioco legale”, non assicura in alcun modo una limitazione degli effetti negativi della diffusione del gioco d’azzardo, soprattutto quando l’offerta dell’azzardo raggiunge livelli abnormi, come accade nel nostro paese, sia nell’online sia nei nostri territori. E la situazione diventerebbe ben peggiore se il governo eliminasse, o riducesse fortemente, il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo introdotto con il decreto Dignità del 2012. La pressione in favore del gioco, specie nei confronti dei cittadini più fragili, diventerebbe ancora più insostenibile, viste le ingenti risorse che i concessionari sono pronti a investire per promuovere l’azzardo.

Spiace, poi, vedere che personaggi ben noti al pubblico si prestino come testimonial per sostenere un settore che crea così tanti e così gravi problemi sanitari, sociali ed economici a un numero sempre più alto di persone in tutto il paese.

Nel 2024 in Italia sono stati ben 160 i miliardi di euro giocati, stabilendo così un nuovo record. Dati allarmanti se correlati con le più accreditate indagini sulla dipendenza da gioco d’azzardo. Lo studio IPSAD del CNR-IFC stima in circa 20 milioni gli italiani tra i 18 e gli 84 anni (43%del totale) che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2022 e in 800mila gli italiani della stessa fascia d’età che presentavano in quell’anno un profilo di gioco a rischio da moderato a severo. L’indagine sottolineava che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti. Lo studio ESPAD del CNR-IFC sugli studenti tra i 15 e i 19 anni stima in 1.300.000 (51% del totale) coloro che hanno giocato almeno una volta nel corso del 2022, in quasi 130mila i giocatori a rischio e in oltre 67mila i giocatori problematici.

Per queste ragioni, la Campagna Mettiamoci in gioco chiede al governo di non modificare quanto disposto nel decreto Dignità e, piuttosto, di cancellare la possibilità per i concessionari di promuovere “campagne informative” inevitabilmente destinate a rafforzare e indirizzare la domanda di azzardo.

Info
Mariano Bottaccio
cell. 329 2928070 – email: ufficiostampa@mettiamociingioco.org

Basta spot per l’azzardo camuffati da campagne informative. La Campagna Mettiamoci in gioco denuncia la strumentalità dei prodotti video recentemente diffusi da alcuni concessionari dell’azzardo. E chiede al governo di non modificare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo stabilito nel decreto Dignità

Mettiamoci in gioco, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, esprime forte preoccupazione per la recente diffusione di video spot pubblicitari in favore del gioco d’azzardo che si presentano formalmente come campagne informative sul “gioco responsabile”, come previsto nel decreto Legislativo 25 marzo 2024 numero 41. Il suddetto decreto, infatti, stabilisce che “il concessionario investe annualmente una somma pari allo 0,2 per cento dei suoi ricavi netti, comunque non superiore a euro 1.000.000 per anno, in campagne informative ovvero in iniziative di comunicazione responsabile”. Di fatto, come denunciato dalla campagna a suo tempo, queste iniziative finiscono per essere chiari messaggi promozionali in favore del gioco d’azzardo e, in particolare, dei concessionari che le commissionano, i cui loghi sono ben presenti negli spot.

Mettiamoci in gioco sottolinea, ancora una volta, che l’enfasi sul “gioco responsabile”, così come sul “gioco legale”, non assicura in alcun modo una limitazione degli effetti negativi della diffusione del gioco d’azzardo, soprattutto quando l’offerta dell’azzardo raggiunge livelli abnormi, come accade nel nostro paese, sia nell’online sia nei nostri territori. E la situazione diventerebbe ben peggiore se il governo eliminasse, o riducesse fortemente, il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo introdotto con il decreto Dignità del 2012. La pressione in favore del gioco, specie nei confronti dei cittadini più fragili, diventerebbe ancora più insostenibile, viste le ingenti risorse che i concessionari sono pronti a investire per promuovere l’azzardo.

Spiace, poi, vedere che personaggi ben noti al pubblico si prestino come testimonial per sostenere un settore che crea così tanti e così gravi problemi sanitari, sociali ed economici a un numero sempre più alto di persone in tutto il paese.

Nel 2024 in Italia sono stati ben 160 i miliardi di euro giocati, stabilendo così un nuovo record. Dati allarmanti se correlati con le più accreditate indagini sulla dipendenza da gioco d’azzardo. Lo studio IPSAD del CNR-IFC stima in circa 20 milioni gli italiani tra i 18 e gli 84 anni (43%del totale) che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2022 e in 800mila gli italiani della stessa fascia d’età che presentavano in quell’anno un profilo di gioco a rischio da moderato a severo. L’indagine sottolineava che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti. Lo studio ESPAD del CNR-IFC sugli studenti tra i 15 e i 19 anni stima in 1.300.000 (51% del totale) coloro che hanno giocato almeno una volta nel corso del 2022, in quasi 130mila i giocatori a rischio e in oltre 67mila i giocatori problematici.

Per queste ragioni, la Campagna Mettiamoci in gioco chiede al governo di non modificare quanto disposto nel decreto Dignità e, piuttosto, di cancellare la possibilità per i concessionari di promuovere “campagne informative” inevitabilmente destinate a rafforzare e indirizzare la domanda di azzardo.

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